Sindaco
Giuseppe Castania, anni 46, cardiologo presso l’Ospedale Vittorio Emanuele II di Catania.
Deleghe
Urbanistica - Politiche ambientali - Ricerca di fonti di energia alternativa - Patrimonio.
Riceve: Lunedì e Giovedì dalle 10.00 alle 12.00
Via Maurici, 5
Tel. 0933-989083
Fin da giovanissimo impegnato nel mondo del volontariato, è stato fondatore e dirigente per 10 anni della sezione locale dell’AVIS.
E’ socio sostenitore di organizzazioni umanitarie quali: “Medici senza frontiere”, “Unicef”, “Amnesty International”, etc, etc.
Politicamente cresce tra le fila dell’ex Partito Socialista Italiano, nelle cui liste per la prima volta è candidato ed eletto Consigliere Comunale nel 1990.
Con il tramonto della “prima Repubblica” non aderisce a nessun partito ma rimane fedele agli ideali ed ai valori ereditati e maturati con l’esperienza socialista, in particolare a quelli della sinistra riformista e laica. Tutto ciò lo porta coerentemente a sposare il progetto politico del neo-nato Partito Democratico e ad impegnarsi in prima persona a contribuire alla nascita della sezione locale del P.D.
Dal Dicembre 1994 al Novembre 1998 e dal Dicembre 1998 al Maggio 2003 è stato Presidente del Consiglio Comunale.
E’ stato Sindaco nella legislatura u.s.
Mineo 15-16 giugno, vittoria dell’onestà
L’affermazione mia personale e della Lista Civica “Città Aperta” alle consultazioni amministrative del 15-16 giugno ha un’importanza, una valenza, una legittimazione “morale”, prima ancora che “elettorale” e ci dà una forza che in tanti anni di successi e trionfi non avevamo mai avvertito. E’ stata una vittoria tra le lacrime: di dolore (per la tragedia che ci ha tolti le migliori frecce del nostro arco), di rabbia (per il modo assurdo, inspiegabile nel quale tutto ciò si è consumato), di disperazione (per le ali spezzate ai piccoli figli delle vittime), di vergogna (per l’immagine assolutamente distorta che certi “media” hanno dato del nostro piccolo paese). Per noi mercoledì pomeriggio il mondo si era fermato e avevamo abbandonato qualunque velleità, il nostro interesse era solo stare vicini alle famiglie colpite ed aspettare che ci venissero restituiti i corpi dei nostri amici e parenti. Fuori, invece, in un silenzio surreale si sentivano solo i rappresentanti del “bombardamento mediatico” - che cercavano solamente alcuni provvisori “capri espiatori” da dare in pasto alla cosiddetta opinione pubblica - e alcuni candidati avversari - che si divertivano a rilasciare deliranti interviste e continuavano, accaniti più di prima, a cercar voti con mille espedienti e strumentalizzazioni (quando non si arrivava a vere vigliaccate e insensate cattiverie). Alcune facce, alcune scene, alcune frasi difficilmente potranno essere dimenticate. Eppure, in questa atmosfera da inferno dantesco, in questa palude dove sembrava non potesse più spuntare il sole, la gente di Mineo, quella sana, semplice, che crede ancora nella dignità dell’uomo, ha dato a tutti una lezione di stile e, nauseata da certi sciacalli e jene, ha avuto uno scatto d’orgoglio, ha asciugato le lacrime e ha deciso di stringersi attorno al suo Sindaco ed ai suoi collaboratori, riconoscendo in loro il volto dell’onestà, di chi lavora per il bene della città e rischia ogni giorno in prima persona per rendere un servizio agli altri. Commovente, semplicemente commovente questo moto di ribellione popolare silenziosa, che ha premiato il lavoro onesto ed ha ridato una splendida immagine di Mineo città della solidarietà e della dignità. Questi motivi e queste vicende mi spingono a dire che una simile vittoria, ottenuta in circostanze così avverse, abbia un valore inestimabile e ci invita ad inchinarci di fronte a tanto coraggio e tanto senso di responsabilità dei menenini, ai quali non finiremo mai di dire grazie per questo gesto di amore. E adesso siamo noi a dovere asciugare le lacrime e far ripartire una città ancora stordita, attonita, provata; tocca a noi tirare fuori gli attributi e superare le conseguenze psicologiche, morali e materiali di questa tragedia; è nostro compito stare accanto alle famiglie e seguirle finchè non troveranno serenità ed opportunità di lavoro; e siamo ancora noi a dovere riorganizzare gli uffici e dare quella scossa di vitalità che permetterà al Comune di Mineo di risollevarsi dalle macerie; infine, siamo sempre noi che, rimosse le ultime ceneri, dovremo guidare la città verso la rinascita futura. La nostra mente è forse troppo piccola per comprendere che disegno ci sia dietro tutti questi avvenimenti, ma è certo che i cittadini di Mineo hanno voluto dare un messaggio chiaro ed inequivocabile: va avanti il lavoro onesto, la capacità progettuale, la concordia, la lealtà. C’è spazio per tutti, amici e avversari corretti, in questa nave che sa sfidare la tempesta e vuole fare rotta verso acque tranquille. Ha parlato l’uomo, più che il politico, ma per questo ci sarà tempo e luogo.