Statuto Comunale
Il presente Statuto, composto di n. 88 articoli, è stato approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 79 dell’11.12.2003 ed è stato pubblicato all’Albo Pretorio dall’11.01.2004 al 9.02.2004. E' entrato in vigore il 10.02.2004.
Il nuovo testo dello statuto del Comune di Mineo è stato pubblicato nel supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 32 del 30 luglio 2004.
Successivamente con deliberazione del consiglio comunale n. 58 del 2 dicembre 2009 è stata approvata un'integrazione che è stata pubblicata nella Parte I della Gazzetta
Ufficiale della Regione Siciliana n. 13 del 19 marzo 2010.
Titolo I
Principi Generali Il Comune:
autonomia, autogoverno e finalità
Articolo 1
Il Comune
Il Comune di MINEO è Ente locale territoriale, che rappresenta la propria comunità; autonomo, dotato di potestà normativa limitata alla emanazione di norme statutarie e regolamentari, cioè di norme generali ed astratte che vincolano le persone soggette alla sua potestà di imperio, autarchico in quanto ha capacità di auto organizzarsi ed esercitare una potestà amministrativa e tributaria.
Esercita, secondo il principio di sussidiarietà, funzioni amministrative proprie, funzioni conferite o delegate dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia regionale.
Il territorio descritto nell’allegato “A” è la circoscrizione entro la quale il Comune può esercitare le proprie potestà e nei cui confronti vanta un diritto assoluto, che comporta l’impossibilità di variazioni territoriali senza il consenso della popolazione interessata.
La modifica della denominazione di borgate e frazioni o della sede Comunale può essere disposta dal Consiglio previa consultazione popolare. La sede legale del Comune è il palazzo municipale ove, di regola, si svolgono la adunanze degli organi elettivi collegiali
Ogni iniziativa diretta alle variazioni territoriali spetta:
a) al comune o ai comuni interessati alla variazione con deliberazioni consiliari adottate con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri in carica;
b) ad un terzo degli elettori iscritti nelle sezioni del comune di cui si chiede il cambio di denominazione;
c) ad un terzo degli elettori iscritti nelle sezioni di ciascuno dei comuni interessati nell'ipotesi di incorporazione e di fusione;
d) ad un terzo degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune o di ciascuno dei comuni interessati negli altri casi di variazioni territoriali;
e) nei casi ove la consultazione referendaria non vada riferita all'intera popolazione ma solo a coloro che hanno un diretto collegamento con il territorio di cui si chiede la variazione, l'iniziativa compete ad un terzo degli elettori residenti nei territori da trasferire.
La popolazione è costituita da tutti i cittadini iscritti nei registri anagrafici e che hanno nel Comune la loro dimora abituale (cittadini residenti).
Il Comune può estendere i suoi interventi ai propri cittadini che si trovano al di fuori della propria circoscrizione o all’estero, attraverso la cura dei loro interessi generali sul territorio e iniziative sociali o assistenziali a favore dei suddetti soggetti dimoranti temporaneamente altrove.
Emblema del Comune è lo stemma raffigurato nel gonfalone, così come descritto nell’allegato “B”.
Detta insegna deve essere sempre accompagnata dal Sindaco o da un Assessore e scortata dai vigili urbani del Comune. E’ vietato, come previsto dall’apposito regolamento, l’uso e la riproduzione dei simboli sopra descritti per fini non istituzionali sono vietati.
Articolo 2
L’ autonomia
L’autonomia normativa della comunità si realizza attraverso l’autonomia statutaria e la potestà regolamentare, secondo i principi della Costituzione, della legge generale dello Stato e della legge della Regione Siciliana.
L’Ordinamento locale garantisce ai cittadini appartenenti alla comunità effettiva partecipazione, libera e democratica, all’attività politico - amministrativa del Comune.
Qualora, per modifiche della normativa statale o regionale, si rendessero necessari adeguamenti o modifiche dello Statuto o dei regolamenti questi dovranno essere apportati, nel rispetto dei principi generali dell’Ordinamento e del presente Statuto, entro 120 giorni dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni.
Articolo 3
L’autogoverno
La Comunità esprime, attraverso gli organi elettivi che la rappresentano e le forme di proposta, di partecipazione e di consultazione previste dallo Statuto e dalla legge, le scelte con cui individua i propri interessi fondamentali ed indirizza l’esercizio delle funzioni con le quali il Comune attua tali finalità.
Il Comune concorre con la propria azione politico - amministrativa alla piena realizzazione dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica e ad affermare e rafforzare il principio della democrazia della partecipazione e della trasparenza amministrativa.
L’autogoverno della comunità si realizza con i poteri e gli istituti di cui al presente Statuto, che nell’ambito di principi fissati dalla legge costituisce l’atto fondamentale, e con cui il Comune esplica la propria attività giuridica e amministrativa sulla struttura e per l’esercizio delle funzioni dell’ente.
Articolo 4
Lo Statuto
In attuazione dei principi costituzionali e legislativi, il presente Statuto costituisce l’Ordinamento generale del Comune, indirizzandone e regolamentandone con norme fondamentali organizzazione, procedimenti ed attività; specificando attribuzioni, forme di garanzia e di partecipazione. Ad esso devono conformarsi i regolamenti e l’attività amministrativa del Comune.
Il Consiglio Comunale adegua i contenuti dello Statuto al processo di evoluzione della società civile, assicurando costante rispondenza tra la normativa statutaria e le condizioni sociali, economiche e civili della comunità.
Nell’ambito dell’esercizio dell’azione di partecipazione popolare e con le modalità di cui al successivo articolo 77, è ammessa l’iniziativa da parte di almeno 1/10 degli elettori per proporre modificazioni allo Statuto anche mediante un progetto redatto in articoli.
Le proposte respinte dal Consiglio possono essere ripresentate dopo un anno dalla data di presentazione delle precedenti.
La proposta istituzionale o popolare relativa all’abrogazione totale dello Statuto, poiché incide sulla struttura e sul funzionamento dell’ente, è valida solo se accompagnata dalla proposta di un nuovo Statuto che sostituisca il precedente. L’abrogazione totale assume efficacia con l’approvazione del nuovo testo dello Statuto.
Nessuna modifica può essere apportata allo Statuto nel semestre antecedente il rinnovo del Consiglio Comunale o l’elezione del Sindaco, tranne che si tratti di modifiche derivanti da obblighi di legge.
Articolo 5
I regolamenti
Il Comune emana regolamenti:
a) nelle materie ad esso demandate dalle leggi statali e regionali e previste dal presente Statuto;
b) nelle materie di competenza riservata dalla legge agli enti locali;
I regolamenti sono approvati dal Consiglio Comunale ed entrano in vigore dopo che la relativa delibera è divenuta esecutiva.
I regolamenti e le loro modifiche, oltre le forme di pubblicità previste dalla legge, sono pubblicati per 30 giorni all’albo pretorio del Comune, pubblicizzati in modo da consentire l’effettiva conoscenza e depositati all’URP.
Articolo 6
Il ruolo del Comune
Il Comune assume il ruolo di agente di sviluppo locale, promovendo e sostenendo la concertazione e la partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, economiche e sindacali. Esplica il proprio ruolo ed esercita le proprie funzioni anche attraverso attività che possono essere adeguatamente esercitate dall’autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.
Sostiene e promuove lo sviluppo dei comparti produttivi dell’economia locale, per favorire l’occupazione e rendere effettivo il diritto al lavoro, concorrendo con propri investimenti allo sviluppo economico ed occupazionale.
Promuove e partecipa alla realizzazione di accordi con altri soggetti pubblici e privati compresi nell’ambito territoriale, per favorire e rendere omogeneo il processo complessivo di sviluppo culturale, economico e sociale della comunità.
Promuove e tutela lo sviluppo delle risorse naturali, ambientali, storiche e culturali presenti nel territorio, per garantire alla collettività una migliore qualità della vita.
Si adopera per mantenere il suo territorio libero da impianti nocivi alla salute o determinanti pregiudizi all’ambiente e si impegna a dare piena ed efficace attuazione alla normativa regionale e nazionale in materia di salvaguardia della salute, dell'ambiente e del paesaggio.
Si impegna affinché qualsiasi impianto nocivo alla salute si trovi in una posizione adeguata, non vicina a case abitative, strade di grande comunicazione, siti di interesse turistico, commerciale, industriali e impianti agricoli.
Il Comune si adopera per evitare che vengano istituite discariche di rifiuti in parti del proprio territorio limitrofe a zone ove esistano impianti produttivi di natura agricola, industriale, commerciale, turistica ovvero strade con intenso traffico veicolare.
Qualsiasi impianto nocivo alla salute o all’ambiente venga costruito lontano da fabbricati rurali, fabbricati industriali, fabbricati di civile abitazione, strade di grande comunicazione e da qualsiasi altro insediamento turistico, commerciale, industriale e agricolo.
L’individuazione di aree e siti dove ubicare impianti di natura ecologica, ambientale, di interesse per la salute pubblica e per l’economia debbono riscuotere il consenso della maggioranza del Consiglio Comunale.
Assume le iniziative e promuove gli interventi necessari per assicurare pari dignità e pari opportunità a tutti cittadini e per tutelare i diritti fondamentali, ispirando la sua azione a principi di equità e di solidarietà per il superamento degli squilibri economici, sociali e culturali esistenti nella comunità.
Promuove e fa propria la cultura della tolleranza e dell’antirazzismo, della partecipazione alla vita sociale dei portatori di handicap, del rispetto per l’ambiente e per gli animali.
Valorizza il contributo della cittadinanza al governo della comunità locale, tutela gli interessi dei consumatori ed assicura ai cittadini la facoltà di agire per la tutela dei diritti diffusi mediante vigilanza annonaria.
Assicura il diritto di accedere all’informazione, agli atti, alle strutture e ai servizi dell’amministrazione, nonché il diritto di presentare istanze, proposte, petizioni ed il diritto di udienza.
Si impegna a costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico di amministratori e funzionari del Comune per reati di estorsione o di mafia consumati nel territorio Comunale.
Promuove il ruolo e valorizza la funzione sociale della famiglia, attuando politiche sociali idonee e conseguenti.
Riconosce il valore della sussidiarietà orizzontale e individua nel terzo settore una risorsa per lo sviluppo locale.
Articolo 7
Le finalità e gli obiettivi
Il Comune, nell’ambito delle finalità connesse al proprio ruolo, persegue i seguenti obiettivi:
1) Obiettivi politico - territoriali ed economici
- Tutela dei valori ambientali e paesaggistici del territorio, del suo patrimonio archeologico, storico ed artistico come beni essenziali della comunità.
Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:
a) alla protezione del patrimonio naturale;
b) alla tutela dell’ambiente e alla attività di prevenzione, controllo e riduzione dell’inquinamento;
c) alla difesa del suolo e del sottosuolo;
d) alla promozione delle iniziative volte alla riduzione dei consumi di prodotti nocivi alla salute ed all’ambiente ;
e) alla ricerca ed all’impiego di fonti energetiche alternative;
f) alla promozione dell’agricoltura biologica;
g) alla individuazione ed al censimento dei beni culturali ed ambientali ricadenti nel territorio Comunale;
- Tutela e corretto utilizzo del territorio in quanto bene economico primario.
Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:
a) alla pianificazione territoriale per un armonico assetto urbano;
b) alla qualificazione degli insediamenti civili produttivi e commerciali;
c) agli insediamenti produttivi e le infrastrutture per favorire lo sviluppo economico;
d) al recupero dei centri storici;
e) a subordinare la realizzazione di opere, impianti ed infrastrutture ad una positiva analisi costi-benefici e a valutazioni di impatto ambientale;
f) ad esercitare, nell’interesse della collettività, ogni azione diretta all’inibitoria o al risarcimento del danno ambientale.
2) Obiettivi politico – sociali
Il Comune si propone la tutela e la promozione della persona contro ogni forma di sopraffazione e di violenza, ed assume quale obiettivo fondamentale, nell’ambito delle proprie competenze, la lotta al fenomeno mafioso.
Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:
a) a diffondere la consapevolezza della convivenza civile e dell’ordine democratico;
b) a favorire la diffusione di una cultura dei diritti e della legalità;
c) ad impedire la presenza di associazioni mafiose e di condizionamenti clientelari ed affaristici.
Promuove ed assume iniziative per l’affermazione dei valori e dei diritti dell’infanzia e delle fasce deboli, in particolare dei portatori di handicap, degli extracomunitari e degli anziani.
Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:
a) a favorire la funzione sociale della cooperazione con carattere di mutualità;
b) a promuovere la solidarietà della comunità locale;
c) ad esercitare un ruolo attivo nella politica scolastica;
d) ad interessarsi alla crescita civile e culturale delle giovani generazioni;
e) a tutelare il ruolo della famiglia;
f) a valorizzare le forme associative e di volontariato dei cittadini;
g) ad assicurare la partecipazione degli utenti alla gestione dei servizi sociali;
h) a promuove interventi per la prevenzione del disagio giovanile;
i) a mantenere e sviluppare legami culturali, sociali ed economici con gli emigrati.
3) Obiettivi politico - culturali ed educativi
Il Comune riconosce tramite iniziative culturali e di ricerca, di educazione e di informazione, il diritto fondamentale dei cittadini per raccogliere e conservare la memoria della propria comunità.
Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:
a) alla diffusione della cultura promovendo l’attività dei circoli e dei gruppi culturali;
b) a valorizzare le testimonianze storiche ed artistiche, di tradizione e di folclore;
c) a favorire la promozione delle attività sportive;
d) ad informare l’attività amministrativa ai principi della partecipazione democratica, della imparzialità e della trasparenza;
e) ad attuare le disposizioni della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, garantendo ai cittadini interessati la partecipazione al procedimento amministrativo.
Titolo II
Ordinamento Istituzionale
Organi di Governo
Articolo 8
Organi rappresentativi del Comune
Sono organi rappresentativi del Comune:
il Sindaco e il Consiglio eletti direttamente; la Giunta di nomina sindacale. Spettano loro la funzione di rappresentanza democratica della comunità, la realizzazione degli scopi e delle funzioni del Comune, l’esercizio delle competenze previste dello Statuto nell’ambito della legge.
Gli amministratori comunali hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’organo di cui fanno parte.
La legge e lo Statuto regolano l’attribuzione delle funzioni e delle competenze e i rapporti tra gli organi elettivi e gli organi burocratici per realizzare un efficiente forma di governo della collettività Comunale.
Il regolamento disciplinerà l’applicazione della legge regionale 15 novembre 1982 n. 128 per la pubblicità della situazione patrimoniale e per le spese elettorali ai sensi dell’articolo 53 della legge regionale n. 26 del 1 settembre 1993, con l’obbligo di deposito della dichiarazione preventiva e del rendiconto.
Le indennità, lo status, il rimborso delle spese e l’assistenza in sede processuale per fatti connessi all’espletamento del mandato sono regolati dalla legge.
In attuazione di quanto previsto dall’articolo 56 della legge regionale n. 26/93, dalle prossime elezioni le liste dei candidati al Consiglio Comunale dovranno prevedere la presenza di candidati di entrambi sessi.
Il Sindaco deve motivare l’eventuale mancata nomina di rappresentanti di uno dei due sessi nella Giunta nonché negli enti, aziende e consulte.
Articolo 9
Obbligo di astensione degli amministratori
Gli amministratori debbono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di deliberazioni riguardanti impieghi, interessi, liti o contabilità, propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado o del coniuge o del convivente, nei confronti del Comune o aziende comunali o soggette al controllo o vigilanza del comune.
L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o di affini fino al quarto grado o del coniuge o del convivente.
Per i piani o strumenti urbanistici l’interesse e la correlazione va rilevata ai sensi dell’articolo 1 della legge regionale n. 57/95 e successive modifiche ed integrazioni.
Si debbono astenere pure dal prendere parte direttamente o indirettamente in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni od appalti di opere nell’interesse del Comune o degli enti soggetti alla loro amministrazione o tutela.
Articolo 10
Il Consiglio Comunale
L’elezione del Consiglio Comunale, la sua durata in carica, il numero dei Consiglieri e la loro posizione giuridica, le cause di ineleggibilità, incompatibilità, di decadenza e di rimozione sono regolati dalla legge e dal presente Statuto.
Il Consiglio Comunale determina l’indirizzo politico, amministrativo ed economico del Comune e ne controlla l’attuazione, esercita la potestà decisionale, normativa e auto-organizzazione in conformità alle leggi e alle norme statuarie.
Adempie alle funzioni specificatamente demandategli dalle leggi statali e regionali e dal presente Statuto.
Sono organi interni del Consiglio Comunale: il Presidente, il Vice Presidente, il Consigliere anziano, i gruppi consiliari, la conferenza dei capigruppo, le commissioni consiliari.
Articolo 11
Competenze e funzioni del Consiglio Comunale
Attività di auto - organizzazione
Il Consiglio Comunale adotta, a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, propri regolamenti per la disciplina e la specificazione del funzionamento del Consiglio e delle commissioni, dell’esercizio delle funzioni e prerogative dei Consiglieri, per l’esercizio della propria autonomia funzionale e organizzativa, nel rispetto della legge, dello Statuto e delle compatibilità economico - finanziarie.
Attività politico - amministrativa
Spetta al Consiglio individuare ed interpretare gli interessi generali della comunità e stabilire in relazione ad essi gli indirizzi che guidano e coordinano le attività di amministrazione e gestione operativa, esercitando sulle stesse il controllo politico amministrativo per assicurare che l’azione complessiva del Comune consegua gli obiettivi stabiliti negli atti fondamentali e nei documenti programmatici.
Attività di indirizzo
Il Consiglio Comunale definisce ed esprime gli indirizzi politico amministrativi con l’adozione degli atti fondamentali individuati dall’articolo 32 della legge 8 giugno 1990, n.142, così come modificato dalla legge regionale n.48/91 e successive, nonché dalle altre disposizioni normative di legge, secondo i principi affermati dal presente Statuto, con particolare riguardo:
· agli atti che determinano il quadro istituzionale comunale, comprendenti i regolamenti per il funzionamento degli organi elettivi e degli istituti di partecipazione popolare, gli organismi costituiti per la gestione dei servizi, le forme associative e di collaborazione con gli altri soggetti pubblici, comuni e province;
· agli atti per l’ordinamento organizzativo Comunale, quali: i regolamenti per l’esercizio dei servizi pubblici e la disciplina generale dei tributi e delle tariffe; i principi a cui la Giunta dovrà attenersi per l’esercizio delle competenze attribuitale dall’articolo 2 della L.R. 23/98;
· agli atti di pianificazione finanziaria annuale e pluriennale, ai bilanci e alle sue variazioni, ai programmi degli interventi e progetti che costituiscono i piani di investimento;
· agli atti di pianificazione urbanistica ed economica generale, le lottizzazioni convenzionate, i piani di recupero, i piani urbanistici attuativi.
· agli indirizzi rivolti alle aziende speciali e alle istituzioni sovvenzionate sottoposte a vigilanza.
· agli altri atti fondamentali, di cui al citato articolo 32, compreso il riconoscimento dei debiti fuori bilancio.
Gli atti fondamentali non possono contenere determinazioni di carattere attuativo e di dettaglio, né contenuti di mera esecuzione o che rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi.
Il Consiglio può esprimere indirizzi e valutazioni sull’azione dei rappresentanti del Comune, in aziende, enti, organismi e sui programmi generali di politica amministrativa deliberati dallo stesso Consiglio.
L’attività di indirizzo del Consiglio Comunale è altresì esercitata mediante l’adozione di atti di indirizzo politico-amministrativo quali risoluzioni e ordini del giorno contenenti obiettivi, principi e criteri informatori dell’attività dell’ente.
Attività di controllo
L’attività di controllo è esercitata dal Consiglio Comunale mediante verifica dell’attività di amministrazione e di gestione svolta dai destinatari degli indirizzi, al fine di coordinare e mantenere l’unitarietà di azione in vista del raggiungimento degli obiettivi.
Il Consiglio Comunale esercita le funzioni di controllo politico amministrativo, con le modalità stabilite dal presente Statuto e dai regolamenti, ma anche attraverso la relazione semestrale del Sindaco, la relazione del collegio dei revisori, l’esame dei conti consuntivi.
Il Consiglio Comunale, con propria deliberazione, ha facoltà di formulare in ogni momento richieste di informazioni, eventualmente specifiche, al collegio dei revisori in ordine alle competenze previste dalla legge e dal regolamento di contabilità.
L’attività di controllo politico - amministrativo è esercitato anche mediante mozioni e interrogazioni, a cui il Sindaco è tenuto a rispondere entro trenta giorni dalla presentazione presso il protocollo del Comune con le modalità previste dal regolamento.
Il Consiglio Comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può istituire al suo interno, commissioni su qualsiasi materia attinente l’amministrazione Comunale, compresa l’istituzione di commissioni di indagine, le cui competenze e funzionamento saranno determinate da apposito regolamento.
Articolo 12
Commissione di indagine
Il Consiglio Comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, per effettuare accertamenti su fatti, atti, provvedimenti su materie attinenti l’amministrazione Comunale, può deliberare su proposta di almeno 1/3 dei Consiglieri l’istituzione di una commissione di indagine, definendone nel contempo l’oggetto, l’ambito e il termine per riferire all’assemblea consiliare.
La commissione è composta da n. 5 Consiglieri Comunali eletti dal Consiglio C0omunale con voto limitato ad uno. Il presidente è eletto dalla commissione nel suo seno e fra i consiglieri di minoranza.
La commissione può disporre audizioni ed ha diritto di accesso a tutti gli atti, anche di natura riservata, relativi all’oggetto dell’inchiesta.
La commissione per l’espletamento dell’incarico ha il potere di ascoltare gli Amministratori, i rappresentanti del Comune, il Segretario Comunale e gli altri dipendenti, così come può convocare i terzi interessati dall’oggetto dell’indagine.
I verbali della commissione saranno redatti da un dipendente del Comune indicato dal Segretario Comunale e resteranno, assieme alle audizioni e ai risultati dell’indagine, riservati fino alla loro presentazione al Consiglio della relazione finale, che esporrà i fatti accertati e i risultati dell’indagine, escludendo ogni riferimento non connesso o non utile all’indagine stessa.
Il Consiglio Comunale, preso atto della relazione, adotta gli eventuali provvedimenti o esprime agli Organi competenti i propri giudizi o orientamenti.
Articolo 13
I Consiglieri comunali
I Consiglieri comunali rappresentano l’intero Comune. Ad essi non può mai essere dato alcun mandato imperativo. Esercitano le loro funzioni con piena libertà di opinione e di voto. Sono responsabili dei voti che esprimono sui provvedimenti deliberati dal Consiglio.
I Consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici comunali, nonché dalle aziende e dagli enti dipendenti dal Comune, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all’espletamento del mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinanti dalla legge.
Ogni Consigliere per poter svolgere liberamente le proprie funzioni ha diritto di accesso ai provvedimenti adottati dall’ente e agli atti preparatori in essi richiamati e di ottenere senza spese copie degli atti deliberativi e delle determinazioni e ordinanze sindacali, delle determinazioni dirigenziali.
Ogni Consigliere ha diritto di ricevere dai funzionari tutta la collaborazione necessaria a consentirgli l’esercizio della propria funzione.
Il regolamento disciplina l’esercizio del diritto di accesso agli atti e alle informazioni, di presa visione dei provvedimenti e degli atti preparatori in essi richiamati, il rilascio di copie, senza spese, degli atti deliberativi e delle determinazioni e delle ordinanze del Sindaco.
Ai Consiglieri comunali viene trasmesso mensilmente l’elenco delle deliberazioni di Giunta e di Consiglio, delle determinazioni sindacali e dirigenziali.
Tutti i Consiglieri sono tenuti, ai fini della carica, ad eleggere domicilio nel territorio di questo Comune. Al domicilio eletto saranno notificati e depositati, ad ogni effetto di legge, tutti gli atti relativi alla carica.
Il Consiglio può scegliere tra l’indennità di funzione o il gettone di presenza . Una volta divenuto esecutivo lo Statuto, il Consiglio Comunale sarà chiamato a decidere la formula di retribuzione per i consiglieri Comunali se deve essere quella del gettone di presenza o dell’indennità di funzione.
Il Consigliere Comunale ha il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio Comunale, di partecipare alle sedute delle commissioni consiliari eventualmente costituite di cui fa parte per l’intera durata dei lavori.
Articolo 14
Diritto di iniziativa dei Consiglieri comunali
Ciascun Consigliere Comunale, secondo le modalità fissate dal regolamento del Consiglio, ha diritto di presentare interrogazioni, ordini del giorno, emendamenti, risoluzioni e mozioni.
L’interrogazione consiste nella richiesta rivolta al Sindaco per avere informazioni circa la sussistenza o la verità di un fatto determinato, ovvero dello stato di attuazione di atti fondamentali del Consiglio e per conoscere valutazioni, orientamenti e intendimenti della Amministrazione in ordine a determinati oggetti, ovvero ad aspetti dell’attività politico - amministrativa.
All’interrogazione risponderà il sindaco o un suo delegato direttamente in Consiglio Comunale.
L’ordine del giorno è presentato al voto del Consiglio, anche durante la trattazione di proposte di deliberazione, ed è volto ad indirizzare l’azione del Consiglio stesso.
Nuovi argomenti da discutere sono presentati al voto del Consiglio, anche durante la trattazione di proposte di deliberazioni ed è volto ad indirizzare l’azione del Consiglio successivo.
L’emendamento è volto a modificare la proposta di deliberazione sottoposta all’esame del Consiglio. e
Le risoluzioni, volte a far discutere il Consiglio Comunale su temi che interessano l’amministrazione, contengono obiettivi, principi e criteri informatori dell’attività dell’ente.
Le mozioni tendono a provocare un giudizio sulla condotta e sull’azione del Sindaco o della Giunta, oppure un voto circa i criteri da seguire nella trattativa di un affare, oppure a dare direttive su determinate questioni.
Le modalità di presentazione di ordini del giorno, emendamenti, risoluzioni e mozioni sono disciplinati da apposito regolamento.
Ognuno dei Consiglieri comunali esercita, a norma di regolamento, il diritto di iniziativa deliberativa per tutti gli atti di competenza del Consiglio Comunale mediante proposte di deliberazione come previsto dall’articolo 24 con l’indicazione dei mezzi per far fronte alle spese eventualmente previste e corredate dei pareri previsti dall’articolo 12 della legge regionale n. 30/2000.
Articolo 15
Dimissioni e decadenza dei Consiglieri
Le dimissioni dei Consiglieri comunali sono indirizzate al Presidente e presentate per iscritto alla segreteria del Comune o formalizzate in sedute consiliari, sono irrevocabili, acquistano efficacia immediatamente e non necessitano di presa d’atto.
I Consiglieri comunali decadono dalla carica nei modi e nei termini previsti dalla legge e dallo Statuto.
Il Consigliere che non intervenga senza giustificato motivo a tre riunioni nell’anno solare oppure a tre sedute consecutive viene dichiarato decaduto previa contestazione scritta da parte del Presidente su istanza di un componente il collegio o di un elettore.
La proposta di decadenza non può essere esaminata prima di dieci giorni dalla notifica della contestazione ed è approvata a maggioranza assoluta dei Consiglieri in carica.
La decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale nell’esercizio di una ampia facoltà di apprezzamento in ordine alla fondatezza, serietà e rilevanza delle circostanze addotte a giustificazione delle assenze.
Sarà istituito, secondo le modalità stabilite dal regolamento l’albo delle presenze dei Consiglieri comunali alle sedute del Consiglio o delle commissioni, con l’indicazione dei Consiglieri che senza giustificato motivo siano assenti o abbandonino prima della chiusura dei lavori le suddette sedute.
Il regolamento stabilirà le sanzioni e le eventuali riduzioni delle indennità.
Articolo 16
Il Presidente
Il Consiglio Comunale, espletate le operazioni di giuramento, convalida e surroga, procede alla elezione nel suo seno di un Presidente e di un vice Presidente.
In caso di sua assenza o impedimento, il Presidente è sostituito dal vice Presidente, ed in caso di assenza o impedimento anche di questo, dal Consigliere presente che abbia riportato il maggior numero di preferenze individuali.
Il Presidente rappresenta il Consiglio Comunale, ne dirige i dibattiti, fa osservare il regolamento del Consiglio, concede la parola, giudica l’ammissibilità dei documenti presentati, annuncia il risultato delle votazioni con l’assistenza di tre scrutatori da lui scelti, assicura l’ordine della seduta e la regolarità delle discussioni, può sospendere e sciogliere la seduta e ordinare che venga espulso dall’aula il Consigliere che reiteratamente violi il regolamento o chiunque del pubblico che sia causa di disturbo al regolare svolgimento della seduta.
Il Presidente, come previsto dal regolamento, per l’espletamento delle proprie funzioni, per il funzionamento del Consiglio e per quello delle commissioni consiliari e dei gruppi consiliari, si avvale delle risorse all’uopo destinate e delle strutture esistenti nel Comune; può disporre di un adeguato e idoneo ufficio e di personale comunale.
Articolo 17
Il Consigliere anziano
E' Consigliere anziano chi nelle elezioni ha ottenuto il maggior numero di preferenze individuali.
In caso d’assenza o impedimento del Consigliere anziano è considerato tale il Consigliere presente che è in possesso dei requisiti indicati nel comma precedente.
Qualora non siano presenti in aula il Presidente o il vice Presidente, il Consigliere anziano presente in aula procede all’appello dei Consiglieri e ai conseguenti adempimenti previsti dal regolamento.
Il Consigliere anziano presente sottoscrive, assieme al Presidente e al Segretario, i verbali delle deliberazioni.
Articolo 18
I gruppi consiliari
I Consiglieri sono costituiti in gruppi composti dai componenti eletti nella stessa lista salva diversa scelta diversa scelta da comunicare al Presidente del Consiglio e al Segretario comunale, con le modalità previste dal regolamento. per la costituzione di un gruppo è necessaria l’adesione di almeno tre consiglieri comunali. Il Consigliere singolo può far parte del gruppo misto .
Ogni gruppo nomina un capogruppo.
Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della costituzione o della designazione, il capogruppo è individuato nel Consigliere che abbia riportato alle elezioni il maggior numero di preferenze individuali per ogni lista.
Ai gruppi consiliari sono, come previsto dal regolamento, assicurate per l’espletamento delle loro funzioni risorse e idonee strutture, fornite tenendo presente le esigenze comuni ad ogni gruppo, la loro consistenza numerica e le disponibilità del Comune.
Articolo 19
La conferenza dei capigruppo
La conferenza dei capigruppo è presieduta dal Presidente del Consiglio e, a norma di regolamento, coadiuva quest’ultimo nella organizzazione dei lavori del Consiglio.
Ad essa compete, altresì, esprimere parere su questioni riguardanti l’interpretazione del regolamento interno del Consiglio e conflitti di competenza con gli altri organi del Comune.
Il regolamento definisce le altre competenze della conferenza dei capigruppo, le norme per il funzionamento ed i rapporti con il Presidente del Consiglio Comunale, con le commissioni consiliari, il Sindaco e la Giunta Comunale.
Articolo 20
Le commissioni consiliari
Il Consiglio Comunale, al fine di favorire l’esercizio delle proprie funzioni mediante attività consultiva, di esame e parere preliminare sugli atti deliberativi del Consiglio, come previsto dal regolamento può istituire, nel proprio seno e con criterio proporzionale, commissioni permanenti, determinandone il numero e le materie di rispettiva competenza,.
Può, altresì, costituire commissioni temporanee o speciali per lo studio di specifici problemi.
Le commissioni hanno diritto di ottenere dal Sindaco o dall’Assessore delegato, dagli uffici e dagli enti ed aziende dipendenti dal Comune, informazioni e l’accesso a dati, atti e documenti utili all’espletamento del proprio mandato.
Le commissioni possono invitare a partecipare alle proprie sedute i rappresentanti degli interessi diffusi nei casi in cui trattano argomenti di tale rilevanza.
Il Sindaco e gli Assessori e i responsabili di area non fanno parte delle commissioni consiliari permanenti, ma hanno facoltà e l’obbligo se invitati di intervenire ai lavori di tutte le commissioni senza diritto di voto.
Il regolamento stabilisce le forme di pubblicità dei lavori, determina i poteri delle commissioni e ne disciplina l’organizzazione.
Articolo 21
Le riunioni del Consiglio
Il Consiglio Comunale è convocato in riunioni ordinarie e straordinarie. Le riunioni straordinarie hanno luogo per determinazione del Presidente o su richiesta del Sindaco oppure su richiesta di 1/5 dei Consiglieri comunali, per discutere su argomenti d’ordine generale riguardanti la comunità o di competenza del Consiglio.
Inoltre il Consiglio si riunisce su iniziativa delle autorità competenti o di eventuali commissari ad acta.
La riunione straordinaria deve aver luogo entro venti giorni dalla presentazione della richiesta di convocazione, che deve indicare anche gli argomenti da inserire all’ordine del giorno.
Trascorso infruttuosamente il termine di cui al comma precedente il Consiglio Comunale sarà convocato dal vice Presidente al quale il Segretario darà tempestiva comunicazione.
La ripetuta e ingiustificata omissione della convocazione del Consiglio o la ripetuta violazione dello Statuto o del Regolamento può comportare per entrambi la revoca dall’incarico con apposita delibera consiliare assunta a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati
Articolo 22
La convocazione del Consiglio
Il Presidente convoca il Consiglio, fissando il giorno e l’ora della seduta, o di più sedute qualora i lavori del Consiglio siano programmati per più giorni. In ogni caso deve indicare l’ora e il giorno dell’eventuale seduta di seconda convocazione.
L’avviso di convocazione deve essere consegnato, come previsto dal regolamento, ai singoli Consiglieri:
· per le riunioni ordinarie e per quelle in cui trattare bilanci preventivi e consuntivi, programma triennale OO.PP., strumenti urbanistici, regolamenti, almeno 5 giorni prima del giorno fissato per l’adunanza;
· per le riunioni straordinarie, almeno tre giorni prima del giorno fissato per l’adunanza.
Tuttavia, nei casi d’urgenza, l’avviso di convocazione può essere consegnato 24 ore prima, fatta salva la facoltà della maggioranza dei Consiglieri presenti di richiedere il differimento delle deliberazioni al giorno seguente.
Gli elenchi aggiuntivi agli argomenti all’ordine del giorno dovranno essere consegnati ai Consiglieri 24 ore prima della seduta prevista. Nelle riunioni consiliari convocate d’urgenza non si potranno emettere elenchi aggiuntivi.
Il Sindaco, o un Assessore da lui delegato, è tenuto a partecipare alle riunioni di Consiglio.
Il Sindaco ed i membri della Giunta possono intervenire alle riunioni senza diritto di voto.
Articolo 23
L’ordine del giorno
L’ordine del giorno del Consiglio Comunale, predisposto dal suo Presidente, dovrà indicare in modo chiaro l’oggetto su cui il Consiglio è chiamato a deliberare.
E’ data priorità agli argomenti proposti dal Sindaco compatibilmente con gli adempimenti previsti dalla legge e dallo Statuto, per le altre proposte sarà rispettato l’ordine di presentazione delle richieste.
Le proposte dei Consiglieri saranno inserite nella prima riunione utile.
Contestualmente all’invio ai Consiglieri comunali, l’ordine del giorno è pubblicato all’albo pretorio e pubblicizzato come previsto dal regolamento.
Tutte le proposte di deliberazioni consiliari e le mozioni iscritte all’ordine del giorno sono depositate presso la segreteria del Comune almeno tre giorni prima delle sedute o almeno 24 ore prima, nei casi di urgenza.
Il regolamento determina i tempi di deposito degli emendamenti, l’acquisizione sugli stessi dei pareri e le altre modalità con cui il Presidente del Consiglio potrà assicurare una adeguata e preventiva informazione
Articolo 24
Iniziativa delle proposte di deliberazione
L’iniziativa delle proposte di deliberazione spetta al Sindaco o Assessori delegati, al Presidente del Consiglio o ad ognuno dei Consiglieri comunali, secondo le modalità stabilite dal regolamento.
Il bilancio annuale, il bilancio pluriennale, il conto consuntivo, i piani generali ed i piani settoriali sono proposti al Consiglio dalla Giunta Comunale.
Ogni proposta di deliberazione deve essere munita dei pareri in ordine alla regolarità tecnica e contabile.
Le proposte di deliberazioni sono avanzate per iscritto, con l’indicazione dell’oggetto, dei presupposti giuridici e di fatto, dei mezzi finanziari affinché gli uffici previsti dall’articolo 12 della legge regionale n. 30/2000 possano esprimere il necessario parere, che non è dovuto per i meri atti di indirizzo, per le mozioni, le interrogazioni, gli ordini del giorno e gli altri atti che non hanno valenza deliberativa.
Qualora la proposta non rispetti quanto prescritto dai commi precedenti oppure la delibera che si propone non sia di competenza del Consiglio, il Presidente non è obbligato all’iscrizione all’ordine del giorno né a convocare il Consiglio, ma dovrà darne, su conforme parere del Segretario Comunale, tempestiva comunicazione al richiedente, che ha facoltà di trasformare la proposta in un ordine del giorno o risoluzione.
Articolo 25
Pubblicità e validità delle sedute
Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche, fatti salvi i casi previsti dal regolamento del Consiglio e dalla legge.
Il Consiglio Comunale delibera nella seduta di prima convocazione con l’intervento della maggioranza dei Consiglieri in carica
La mancanza del numero legale, all’inizio o durante la seduta di prima convocazione, comporta la sospensione per un’ora della seduta e se permane la mancanza del numero legale il suo automatico rinvio ad una seconda convocazione nel giorno successivo con medesimo ordine del giorno e senza ulteriore avviso di convocazione.
Per la validità della seduta di seconda convocazione è sufficiente l’intervento di un terzo dei Consiglieri in assegnati. Le eventuali frazioni si computano per unità.
Per l’approvazione dei regolamenti, in ogni caso, le sedute sono valide con la presenza della maggioranza dei Consiglieri.
Articolo 26
Votazioni
Nei casi disciplinati espressamente dalla legge, dallo Statuto e dal regolamento, le votazioni su questioni concernenti persone o elezioni avvengono a scrutinio segreto. Le altre votazioni palesi, come disciplinato dal regolamento, avvengono per alzata di mano, o per alzata e seduta, o per appello nominale.
Le proposte di deliberazioni sono votate nel complesso, o per articoli e nel complesso, secondo quanto stabilito dal regolamento.
Le proposte sono approvate quando ottengono la maggioranza assoluta dei voti favorevoli dei Consiglieri presenti, salve speciali maggioranze previste dalla legge o dallo Statuto.
I Consiglieri che si astengono vengono computati nel numero dei presenti.
Articolo 27
Criteri e modalità per le nomine
Per le nomine di competenza del Consiglio Comunale e per quelle che, a norma di regolamenti o di Statuto, è prevista la rappresentanza delle minoranze si applicano le disposizioni del presente articolo.
Il regolamento stabilisce in quali casi la presentazione di candidature, singole o su base di lista, debba essere accompagnata da un curriculum comprovante la sussistenza di requisiti di idoneità e capacità tecnico-professionale, nonché le modalità del dibattito relativo.
Quando la legge o lo Statuto non prevedono maggioranze assolute o qualificate nelle nomine di persone, risultano eletti coloro che hanno raggiunto il maggior numero di voti, sino a coprire i posti previsti. In caso di parità di voti viene dichiarato eletto il candidato più anziano di età.
Qualora la legge o lo Statuto prevedano la rappresentanza delle minoranze e non prescrivano sistemi particolari di votazione e/o di quorum, se nella votazione non sia risultato eletto alcun rappresentante della minoranza, sono dichiarati eletti, in sostituzione dell’ultimo o degli ultimi eletti della maggioranza, i rappresentanti della minoranza che hanno ottenuto il maggior numero di voti, sino a coprire i posti previsti.
Articolo 28
Assistenza alle sedute e verbalizzazione
Il Segretario del Comune partecipa alle riunioni del Consiglio e cura la redazione del processo verbale che sottoscrive insieme con il Presidente - che presiede l’adunanza - e con il Consigliere anziano.
Il Consiglio può scegliere uno dei suoi membri per assumere le funzioni di Segretario unicamente allo scopo di deliberare sopra un determinato oggetto al quale sia interessato il Segretario.
Qualora, per urgenti ed indilazionabili esigenze, il Segretario non potesse partecipare alla seduta, il Consiglio può incaricare, limitatamente agli argomenti urgenti di quella seduta, il più giovane di età dei suoi componenti per svolgere le funzioni di Segretario.
Il processo verbale contiene il testo delle deliberazioni approvate e riporta le dichiarazioni rese dal Consigliere Comunale di cui lo stesso ha chiesto espressamente l’inserimento. Esso contiene i nomi dei Consiglieri presenti alla votazione, il numero dei voti resi a favore e contro ogni proposta ed il nome dei Consiglieri che si siano astenuti o abbiano votato contro.
Ogni Consigliere ha diritto a che nel verbale si faccia constare il suo voto e i motivi del medesimo.
Il regolamento stabilisce le modalità di redazione, approvazione del processo verbale e di inserimento in esso delle rettifiche eventualmente richieste dai Consiglieri.
Articolo 29
Pubblicazione delle deliberazioni
Le deliberazioni sono pubblicate mediante affissioni di copia integrale all’albo pretorio, istituito presso la sede municipale, per quindici giorni consecutivi decorrenti dal primo giorno festivo successivo alla data dell’atto, salvo specifiche disposizioni di legge.
Altra copia delle stesse viene trasmessa al Presidente del Consiglio per essere messa a disposizione dei consiglieri e un'altra depositata presso l’URP, a disposizione di chi intendesse prendere visione diretta del contenuto.
Statuto 2